sabato 7 maggio 2011

Arco, Mandrea - Oxygen

Bortolotto sul primo tiro.

La quinta lunghezza, 7a.

La settima lunghezza su roccia non ottimale.

La fessurina psyco dell'ultimo tiro, 6b.

Oggi con Bortolotto i piani erano molto ambiziosi per una via lunga e dura. Abbiamo però dovuto rinunciare al progetto originario, dal momento che da due settimane a questa parte il mio polso sinistro ha iniziato a rompere le balle seriamente con una tendinite molto dolorosa.
Per non volere strafare e considerando dunque il pessimo stato di forma attuale, andiamo in Valle del Sarca alla volta di Oxygen.

Aperta dal basso da Ivan Maghella e compagni, Oxygen è una via tra l'alpinistico e lo sportivo. Curiosa e molto curata è la chiodatura di questa via, per lo più a chiodi normali e laddove non possibile a fix da 8. Un bel lavoro di chiodatura, eseguita sapientemente con solidissimi chiodi artigianali.
Sicuramente una via interessante ma a mio avviso non straordinaria come descritta nella guida di Filippi. 
Primo tiro molto brutto e forzato (artificiale faticoso). Il quarto tiro supera un muro marrone con moltissime concrezioni e protetto molto bene quasi esclusivamente a chiodoni normali. Il quinto tiro è anche questo molto bello, su roccia che sembra quella del Dain, 7a ci può stare per gli ultimi metri il resto più facile (venuto a vista ad entrambi). Il resto della via meno interessante, ma a tratti di un certo impegno. Occhio al tiro finale, chiodato male e pericoloso.


Relazione: 

Difficoltà: 6b/6b+ principalmente, qualche tratto di 6c e pochi metri di 7a. 6b obbligatorio

Materiale: 15 rinvii, alcuni friends micro della BD possono tornare molto utili, soprattutto per la fessura dell'ultimo tiro, attrezzato con un chiodo soltanto. Le soste tutte a due fix dopo la terza, non sono attrezzate per la calata. Lungo la via principalmente chiodi normali e qualche fix da 8 con piastrina artigianale. Sicuramente sbagliata la valutazione di Filippi riguardo alla chiodatura: più che S2 darei un RS2!

L1: placchetta alla base con scritta Oxygen. Si parte su muro verticale grigio con qualche goccia, aiutandosi anche con l'albero. Dopo le prime tre protezioni (chiodi) si giunge alla base del muro bianco liscio e polveroso protetto a fix da 8 e chiodi normali. C'è un passaggio obbligatorio dal primo al secondo fix, poi si va di A0 o A1. Uscita delicata su placca grigia levigata. 6c e A0. Sosta da attrezzare su piante.

L2: Si rimonta la placca a gocce attaccandola leggermente alla destra. Si risale lungo un'esile fessura per poi traversare orizzontalmente a destra, non facile. Si rimonta una placca, poi di nuovo a destra per un metro, poi lungo una fessura. 6b+. Lungo il tiro 5 chiodi e 1 fix

L3: Tiro molto brutto. Diedrino con roccia un po' instabile all'inizio, poi placca un po' levigata. Uscita su terra.

L4: Bellissimo muro marrone chiodato magistralmente a chiodi normali. Un passaggio più intenso in traverso a destra, poi difficoltà costanti sul 6b/6b+. Lungo il tiro credo 1 fix, resto chiodi normali.

L5: Obliquare a destra su placca a gocce. Primo chiodo nascosto, non lasciatevi spaventare dal primo fix molto alto. Difficoltà concentrate in pochi metri verso il finale. 7a, non difficile.

L6: Diedro grigio a prese verticali. A seguire placca levigata non banale. 6c Sosta su piante alla base del muro giallo. Attenzione, fatela mi raccomando! Io, sprovvedutamente ho voluto unire L6 con L7 con attriti notevoli.

L7: Lunghezza su muro giallo, con roccia non impeccabile a tratti. Strapiombino finale 6a+ non facile. Solo chiodi lungo il tiro. Concatenata con L6, ma sicuramente meglio tenerla divisa per gli attriti.

L8: Sinceramente non ho capito la chiodatura di questo tiro, un fix non sarebbe stato male. Traversare a sinistra con facilità. Poi si deve saltare dentro ad una fessura, in cui la protezione è molto alta ed inservibile se non dopo aver fatto il passaggio. Utile un friend micro giallo. 6b, lungo il tiro 1 chiodo soltanto.
Libro di via alla fine di L8





martedì 26 aprile 2011

Pasqua ad Osp

      















Tito on-sight su Fragile, 7b+
Weekend di Pasqua ad Osp, bellissima falesia slovena ad un passo dal confine. Sicuramente una meta in cui far tappa, soprattutto per la tranquillità del posto e la bellezza delle vie. Da menzionare durante il nostro soggiorno l'amicizia stretta con Tito Traversa, un vero ragazzo prodigio, e suo padre.
Nella giornata in cui abbiamo arrampicato assieme, ha chiuso la bellezza di due 7c on sight ed un bellissimo 7b+, per il quale ho avuto il piacere di montargli la via.

sabato 16 aprile 2011

Val Noana, Clacson Cliff - Alfa Alfa + Butterfly

Alfa alfa: secondo tiro spaziale!

Calcare d.o.c.!

Il bellissimo quarto tiro di Alfa alfa

Butterfly: diedro dulferoso su L2.

Butterfly: tiro chiave. Placca tecnica con qualche goccia.

Butterfly: quinto tiro su gocce lacrimogene.

Butterfly: diedro giallo e grigio. Bellissimo

Di nuovo nella bellissima Val Noana, per altre due vie belle e divertenti. Vista la relativa brevità degli itinerari (160 metri) il concatenamento di due o più vie può risultare un ottimo allenamento.

Accesso: come per Cumbre.

Alfa Alfa: attacca appena prima di Cumbre in corrispondenza di un alberello sul sentiero utile per fare sosta. Molto simile a Cumbre come stile d'arrampicata: placca tecnica e di continuità. Alterna tiri belli, ad altri un po' meno interessanti. 

Difficoltà: più o meno come Cumbre. Chiodata più vicina. Obbligatorio 6b

L1: Placca grigia verticale. Passaggio intenso dal secondo al terzo fix, poi più facile. Roccia a tratti non eccezionale. 6a

L2: Tiro chiave. Placca grigia, facile all'inizio. Sezione impegnativa a metà tiro e sul finale. Meno continuo del tiro di 6c+ di Cumbre, ma con un passaggio singolo decisamente più duro. 6c+

L3: Partenza dura, poi muretto di continuità su prese scavate e resinate. 6b

L4: Tiro bellissimo su roccia rossa a gocce e concrezioni. Strapiombetto, fessura, tettino e placca. Molto vario. Tiro che assieme al secondo riscatta la via. 6b+

L5: Muro dall'apparenza friabile ma abbastanza solido. Poi traverso a sinistra e piccolo boulder per alzarsi dalla cengia. Finale su gocce bellissime 6b+

Si è ora sotto il bellissimo tiro finale di Cumbre. Vedere L6 di Cumbre

Butterfly: è la prima via che si incontra, offre un'arrampicata molto varia e un po' diversa da Alfa alfa e Cumbre. C'è un tiro di placca (bellissimo), per il resto si arrampica all'interno di bei diedri grigi o gialli.

Difficoltà: più o meno dal 6a al 6b, con un tiro di 6c. Obbligatorio 6a+, chiodatura ottima.

L1: Tiro leggermente strapiombante su roccia articolata a buchi e tacche (qualche presa resinata), ignorare la sosta a tre quarti di tiro. Dovete puntare alla sosta con catena dieci metri sopra. 6b+

L2: Bel diedro grigio fessurato. V+

L3: Muretto grigio poi uscita su erba. Sostare non sulla prima sosta che trovate, ma su quella 4 metri a destra. V+

L4: Tiro spaziale. Facile strampiobo giallo iniziale, poi placca grigia a gocce con un passaggio singolo duro. Segue altra placca sul finale bianca, con passaggio stronzo dal penultimo a ultimo fix (eventualmente A0 su cordone). 6c

L5: Bellissimo tiro anche se corto, su diedrino di roccia gialla lavorata a gocce e concrezioni. V+ dato dalla guida di Manolo mi pare un po' poco, forse 6a va bene. 

Trasferimento di 7 metri su cengia a sinistra. 

L6: Diedro giallo bellissimo di 35 metri. 6a/b

Ci sarebbe anche un settimo tiro, da noi non percorso. 


Discesa con tre doppie con corda da 80 metri. Da L6 a L4, da L4 a L1. Da L1 a terra.

domenica 10 aprile 2011

Val Noana, Clacson Cliff - Cumbre

Oggi una bellissima via in Val Noana: valle primierotta dal fascino d'altri tempi, al cospetto della venerabile Santa Totoga. Un posto fresco ed isolato, che profuma ancora di selvaggio e che ha la fama (o fortuna) di essere un posto pieno di zecche. In realtà oggi non ne ho vista nemmeno una.
Venendo all'arrampicata, la roccia è un calcare grigio verdoniano di primissima qualità lavorato a gocce e concrezioni assolutamente non unto, l'arrampicata tecnica e verticale soprattutto di continuità su dita e piedi.
Panorama su Mezzano.

Jackey all'uscita del secondo gagliardissimo tiro di 6c+.

Il Verdon a due passi da casa.

Clacson Cliff
Il secondo tiro è veramente super, una placca di 40 metri bellissima (6c+, dove il + è dovuto più alla continuità che alla difficoltà dei singoli passaggi). Anche gli altri tiri molto belli e mai banali. Infine, l'ultimo tiro regala una scalata indimenticabile, con panorama sulla Val Noana e la Totoga, a far sicura seduti a cavalcioni su un masso sospeso nel vuoto.

La relazione della via in questione si può trovare anche al sito: http://sport.infotrentino.com/pagine/commenti5.php?sport=8&comm=366

La parete è fresca e all'ombra fino a mezzogiorno circa. Al pomeriggio va al sole, ma essendo a quota discreta, rimane comunque abbastanza ventilata. Ciononostante, in giornate calde di primavera, rimane preferibile salire la via la mattina.

Relazione:
Accesso: Entrati in Val Noana superare due gallerie (usciti dalla seconda siamo sotto la parete), proseguiamo superando i tornanti fino a notare, dopo la curva a dx, un bel parcheggio sulla sx. 
Pochi metri sotto lo spiazzo c'è un'area pic-nic in riva al fiume che scorre di fronte.

Attacco: Dal parcheggio parte una traccia di sentiero che si inoltra nel bosco e conduce sotto la parete in circa 15 minuti. La via è la penultima della parete, parte in corrispondenza di una sosta con due fix da dieci.


Difficoltà: 6b, 6c+. Obbligatorio 6c

Materiale: corda da 70 e 12 rinvii. Via chiodata a fix da 10 lungo i tiri e alle soste, già predisposte per le doppie. Chiodatura S2

L1: Tiro su placca grigia articolata. 6a+

L2: Tiro capolavoro. Un silurone da 45 metri di continuità di dita su placca di roccia fotonica grigia. Presente una sosta a metà tiro, che tornerà utile in discesa. 6c+

L3: Diedrino chiuso da tettino in partenza. Poi placca grigia compatta molto bella fino in sosta. 6b

L4: Tre passaggi lungo il tiro. Il primo, subito al primo fix andando un po' a destra. Il secondo passaggio per superare una pancia aggettante, il terzo dall'ultimo fix per andare in sosta. 6b+ molto bello

L5: tiro corto di trasferimento su lama, poi traverso a dx. V

L6: Bellissimo tiro su placca gialla lavorata a gocce. Passaggio di dita all'inizio, poi fessura un po' sbilanciante, ultimo tratto più semplice. 6c


Discesa: in doppia, l'ultimo tiro conviene farlo fare in moulinette al secondo, risparmiate una doppia. Potete saltare solamente la sosta 5. Per il resto conviene fare tutte le soste anche quella intermedia del secondo tiro. 



domenica 3 aprile 2011

Parete di Cismon - Otto e Barnelli + Piccoli Sogni + Mi ti e Toni

Il prode Corrado su una lunghezza per esteti, quarto tiro di Mi ti e Toni

Il Verdon della Valsugana
Marco su Mi ti e Toni


Sabato una bella combinazione di vie sul paretone verdoniano di casa nostra, Cismon in compagnia di Marco, Corrado e Charlie. Percorso otto tiri combinando alla partenza Otto e Barnelli (3 lunghezze) percorrendo poi l'ultima lunghezza di Piccoli Sogni, per finire sugli ultimi 4 tiri di Mi ti e Toni. Divertimento assicurato su placche di roccia fotonica, con arrampicata sempre divertente e tecnica. Sviluppo molto buono per la parete.
Da menzionare l'ottima realizzazione on sight del non facile tiro di 7a da parte di Corrado.

Relazione:

Materiale: 12 rinvii.

Difficoltà: 6b e 6c, 1 tiro 7a o A0. (6b obbl.)

L1: Prima via che si incontra risalendo lo zoccoletto per le vie sulla destra della parete. In corrispondenza di una nicchia. Scritta rossa alla base "Otto e Barnelli". Piastrine rosse.
Strapiombo ammanigliato iniziale, poi passo duro di dita su tetto poi bella placca più facile. 6c

L2: Secondo tiro di O&B placca grigia a goccette tecnica e continua. 6b

L3: Diedrino e poi placca a gocce con obliquo finale verso destra. 6a+

L4: Lungezza di Piccoli Sogni. Salire per placca bianca con andamento obliquo vs sinistra. 6c+, piastrine artigianali non tutte facili da moschettonare.

L5: Si è ora sulla terza sosta di Mi ti e Toni. Da qui, si risale la lama per poi obliquare a sinistra. Bombé in piccolo strapiombo poi obliquo a destra su rampa a gocce. 6b+

L6: Il tiro più bello di Mi ti e Toni. Placca bianca a gocce. 6c

L7: Traverso verso destra, poi tetto atletico. Tiro corto 7a o A0

L8: Bella placca grigia a gocce e concrezioni. Sosta su rete paramassi. 6a+

Discesa in doppia, con corda da 60 o 70. Nodi alla fine!

lunedì 28 marzo 2011

Bis di falesie: sabato Avana domenica Costa

Charlie si riscalda le forzutissime dita su Perestrojka.


Sabato con Giacomo all'Avana per una sessione di disintossicazione alcolica dal venerdì bravo alla festa araba a casa Trevisan: smaltite la birra e la vodka lemon su Ombuds Man 6b+ in pessima performance (ho recuperato anche una maglia rapida a metà via, se qualcuno la reclamasse). Fatti poi due giri su un 7a+ che non avevo mai provato, La Rossa e cambiato il cordone all'uscita dell'ultima pancia: faceva veramente pietà! Al secondo giro mi è venuta fuori, ma ero in toprope diamine!
Terza ed ultima via: il progetto. Un viaggio infinito di 7b lungo 35 metri esatti, di cui ignoro il nome. La via si trova sul settore ferratina tutto a sinistra, più o meno dove c'è la seconda vecchissima corda fissa. Parte iniziale su bellissime goccione un po' polverose, poi seconda parte di resistenza ed amministrazione del benzene. Chiodatura in alto un po' distanziata, parte bassa ravvicinata, occorrono 17 rinvii.
Possibilità di farla a vista molto buone e concrete per uomini dotati di buona tenenza, via abbastanza bel leggibile, dosando bene le energie.
Primo giro arrivando in catena, fatto poi un secondo giro toprope a fini meccanizzativi.
Consiglio: una volta arrivati in sosta, guardatevi alle spalle e godetevi il panorama sulla Valsugana.

Domenica invece nella falesia di Costa con Charlie e Coffee, sperando nella finestra di bel tempo che puntualmente c'è stata:
riscaldo all'Olimpo su Prestrojka (6a+ per esteti a firma del vecio Leardi)
bel richiamino di bicipite e avambraccio sulla fessura dulferosissima dell'Avido Taoista (6c)

Girato poi l'angolo al di là delle Cascate Bianche ri-liberando un bel 6c+ Allergia alla Vecchiaia (muro giallo strapiombante di resistenza ed uscita finale aerea dal tetto) e riuscendo (era anche ora) nella rotpunkt di Excalibur 7a (stesse caratteristiche della prima, un po' più intensa).

Da menzionare la perlustrazione su un nuovo gruppetto di vie ancora più a destra di Long Jump e Le grand nez de Boat...ignoravamo i gradi, comunque credo si tratti di Intifada, Zio Sepp e Caboa. Bellissime vie sul 6b/6c con partenza facile poi buona continuità su muro giallo ocra che richiama l'arenaria d'oriente lavorato a buconi svasi (che credo siano di notte dei dormitori di pipistrelli). Spittatura ok, meritano sicuramente più ripetizioni.

martedì 22 marzo 2011

L'apparenza...inganna!

Consigliabile cambiare i fix ogni tanto...
tassello da 10 in perfetto stato fuori dal calcestruzzo, completamente corroso all'interno del foro.

sabato 19 marzo 2011

Un sabato a Costa

Settore Cascate Bianche

Chi ci crede c'azzecca: oggi, nonostante le previsioni meteo pessimistiche, ci siamo guadagnati la giornata a Costa: le vie erano asciutte ed il tempo ha tenuto botta fino alle tre.
Arrampicato prevalentemente in zona Long Jump/Allergia alla vecchiaia. Da menzionare la rotpunkt di Jacopo su Via Lattea, anche se ha utilizzato la methode della tacca a destra, non nei parametri di conformità per la certificazione del grado 7a+ secondo il verdetto di taluni (anch'io a suo tempo ho utilizzato tale methode, non sarà magari 7a+, però 7a dai...ci può anche stare).
Forma fisica affaticata per il sottoscritto (ormai standard): fatto due giri perlustrativi su Excalibur, che non avevo mai fatto. Mono bagnato, ma non è una scusante, la triste realtà è che sono una pippa tremendaaa... Comunque una via con fascino d'altri tempi che merita di essere fatta a s s o l u t a m e n t e ! ! !

giovedì 17 marzo 2011

Lumignano classica

Corrado con il mio succo di frutta

Lumignano Classica

Da menzionare l'uscita di oggi nel 150esimo dell'unità d'Italia nonostante il tempo poco promettente...timbrato il cartellino in Classica dopo un bel po' di astinenza dalla roccia. Ottima performance on sight di Corrado su Anny.

domenica 6 marzo 2011

Schievenin - Placche Alte

Consiglio questo settore nella Valle di Schievenin...le vie sono tutte molto belle e devo dire che mi hanno fatto rivalutare il mio (pre)giudizio sulla falesia.
Esposizione a Sud e Ovest (dunque al pomeriggio c'è già un po' di ombra bella aderente).

Le vie fatte (e/o provate ma non liberate):

  • Diedro Proibito ( 6b+, bel tiro di riscaldamento lungo una fessura ideale. Non banale)
  • Signora dell Cime (6c+/7a, tiro dalla chiodatura expo. Si piomba giù dal primo fix e anche dal secondo. Pancia chiave di dita al quarto fix, poi dal quinto al sesto fix run out mortale se si piomba giù. Bella, ma andrebbe chiodata più sapientemente)
  • Schievefest (7b/c, bella fessura iniziale. Poi placca scalabile di mono bi e triditi, fino ad un bidito scavato dal quale si becca lo spigolo a sinistra. Passo a muerte dallo spigolo, su un monodito naturale  dolorosissimo dal quale con posizione in croce occorre fare un lancione terribile ad un bucone. Superamento del tetto di dita molto bello). - 2 giri top rope
  • El mazariol (7a, parte da un pilastro staccato su roccia gialla che sembra quella del Dain. Spittata corta, ma se si fionda prima di arrivare al primo fix si fa un bel cratere per terra. Placca di continuità, poi l'uscita resta un mistero: per il tetto fessura o su per la placca?!?) - 2 giri
  • Locker Room (7b+, stupenda! Corrado ha buoni gusti. Tentativo velleitario di salita flash andato in malora a metà via. Ho ben pensato di farla come ultima e settima via. Fessure iniziali bellissime. Tirato un egregio volo sotto il tetto. Superamento del tetto di equilibrio su tacchette misere. Ultima sezione continua su bombé...) - 1 giro
Occorre lavorare su alcuni cantieri. Decisamente.

domenica 27 febbraio 2011

San Vito di Arsiè - Crisalide

L2 - bella fessura

L1 - Variante Wie Ghet's

L2 - pancia ditosa

L3 - 6b 

L4 - 6c+

L5 - 7a
Via aperta da Fabrizio Lorenzin nel 1985. Dalla guida vecchia del Lira:" Arrampicata molto bella sugli stupendi muri centrali delle placche d'Arsié. L'arrampicata è tecnica e a tratti poco evidente, per questo resiste ancora ai tentativi on-sight!". Prima rotpunkt E.Dal Mut nel 1987.

Via tecnica, con difficoltà crescenti sul finale, che offre un buon esercizio di lettura. Anche i 6b, in questa via, non sono ignoranti e richiedono un po' di pazienza e capacità di lettura. Qualche volta occorre spostarsi a destra o a sinistra rispetto alla linea delle protezioni. Bellissimo il secondo tiro lungo una fessura prima, poi una pancia di dita. Il terzo tiro, corto, ma tecnicissimo. Il quarto tiro di 6c+ lungo un orecchio con piccoli rovesci con uscita a sorpresa su placca lucertolosa micidiale. Il quinto tiro, infine, offre un crescendo di difficoltà su una placca grigia che metterà a dura prova anche le dita più allenate (le mie velleità di onsight si sono spente al penultimo fix).
Consigliatissima!

Relazione:

Attacco: parcheggiare la macchina sotto le vie di Cismon. Da dove lasciate la macchina, a piedi verso Trento passando tutta la parete di Cismon, attraversando la Statale con la galleria alla vostra destra e riprendendo il sentiero oltre il guard-rail, costeggiando la ferrovia. 10 minuti dalla macchina. 10 metri a destra del cartello giallo con le vie (azzolini battaglia celebrazione....) sotto due piccoli tettini a scala.

Materiale: Via completamente riattrezzata a fix da 10, bastano 11 rinvii e corda singola da 70. Calate attrezzate.

Difficoltà: 6b, 6b+, 6c+, 7a. Obbligatorio 6b

L1: Si può scegliere tra tre o quattro partenze diverse. Noi abbiamo preferito la più semplice variante Wie Ghet's, tutta a destra.
Salire per diedrino e traversare a destra sotto il tettino. Superarlo con passo atletico, e per muro verticale fino ad una placca inclinata dove vi è una prima sosta. Saltarla e obliquando a destra raggiungere il boschetto pensile sostando su alberi. 30 metri, 6a

L2: Seguire la bellissima fessura di roccia grigia, a tratti un po' sporca di polvere. Al termine della fessura obliquare a sinistra fin sotto lo strapiombetto. Impostare bene il passaggio, mettendo con cura piede sinistro alto. Segue placca di dita su piccole concrezioni. Uscita su placca a sinistra per raggiungere la sosta. 30 metri, 6b+

L3: In obliquo verso destra lungo una fessura con un chiodo che rompe un po' le balle. Poi su placca lavorata inizialmente, via via che si sale sempre meno lavorata. Occorre sapersi muovere un po'. Dall'ultimo fix in sosta andare a destra di un metro e risalire con passo delicato l'ultima pancia. 15 metri, 6b non facile

L4: Un facile traverso verso destra porta ad un orecchio da prendere di rovescio. Mettere molto bene i piedi, gli appigli sono tutti piccoli e le rinviate un po' aleatorie. Alla fine dell'orecchio si tira un po' il fiato, per l'ultima impegnativa sezione di placca. Dall'ultimo fix in sosta ci sono due versioni: la versione di Davide, su dritti per placca liscia (sinceramente non vedo come si possa passare di lì con difficoltà di 6c+). Oppure la soluzione più semplice, ma un po' più psicologica, dall'ultimo fix traversare orizzontalmente a destra per un metro e mezzo fino a beccare una lama obliqua che riporta gradualmente verso sinistra e quindi alla sosta. 25 metri, 6c+.

L5: scaldarsi bene le dita e le punte dei piedi per l'ultima cavalcata sulle placche di Arsiè. Placca fotonica grigia, facile all'inizio poi sempre più difficile, in particolare ultime due protezioni. Dal penultimo all'ultimo fix stare leggermente a sinistra prendendo una pinzatina con pollice ed indice della mano sinistra: molto duro il passo. L'avvista risulta, se non improbabile, quanto mai arduo (per le pippe come me). 25 metri, 7a.

Crisalide finisce qui. Da qui si può uscire, volendo, percorrendo un altro facile tiro.

Discesa: Con corda da 80, ma anche da 70 credo possa andare bene. Da L5 a L3 (prima doppia sui 25 metri), da L3 a boschetto pensile (seconda 35 metri, fare nodo alla fine con corde da 70), da boschetto pensile all'attacco (doppia da 15 metri).

sabato 12 febbraio 2011

Arco, Piccolo Dain - Scirocco

Uscita L1 - 6b

L3 - 7a
Il Dain
L6 - 7a
Uscita L6
Partenza L3 - 7a
Partenza sullo spigolo di L4 - 7c
Col vecchio Gunter per il primo obiettivo 2011: Scirocco al Dain. Una breve ma intensa via firmata Rolando Larcher, che non si smentisce mai. Linea accattivante, roccia fotonica e arrampicata libera impegnativa per una linea aperta dal basso. Sembra impossibile. Secondo me molto più bella di Guru Bassi al Colodri e un po' meno impegnativa.
La via, seppur non estrema, offre un bel banco di prova per chi ha un grado medio a vista (7a). E' infatti un'arrampicata sempre su muri verticali ben leggibili ma di gran resistenza. Non ci sono strapiombi o passi violenti, ma solo tante tacche e gocce da stringere, piedi da saper usare bene ogni tanto e sapiente amministrazione della benzina, soprattutto tra i viaggi da fix a fix.
Io personalmente, anche se ho munto molti ferri, sono stato contento di aver fatto qualche 7a a vista. Credo che queste vie, anche se non fatte completamente in libera come da concezione degli apritori, diano anche ai no big una discreta soddisfazione una volta usciti dalla via.
Il tiro di 7c per farlo a vista, credo uno debba avere un solidissimo 8a per giocarsela bene.
Andate a farla perché merita ed è chiodata bene.
Difficoltà: 6c+, 7a, 7b, 1 tiro di 7c (eventualmente 7a e A0). Obbligatorio (7a/7a+)


Materiale: 9 rinvii, no friends. La via è chiodata bene a fix da 8 e da 10. S2 con qualche tratto più stronzo sui tiri sotto il 7a.
I tiri sotto il 7a hanno generalmente fix da 8. I tiri sopra, fix da 8 con qualche fix da 10 ogni tanto. Soste tutte ok, con due fix da 10, anello e catena.


Attacco: Da Sarche, per il sentiero che porta a Ranzo fino ad una traccia sulla destra che porta sotto agli attacchi. 1 ora andando tranquilli. Scirocco è l'ultima via che si incontra sulla cengia. Ha all'attacco un fix da 8 ed un cordino bianco con maglia rapida.

Relazione:


L1 Dal fix da 8 con piastrina artigianale e cordino bianco con maillon (sosta), risalire per infido diedrino-fessura. Traversare dal terzo fix a sinistra. Poi di nuovo verticalmente per lama rientrando un po' a destra fino alla sosta. 6b duro! 35 metri

L2 Bellissimo tiro su muro verticale rosso. Prese tutte smagnesate, è facile avvistarlo. Inizio facile (non lasciatevi trarre nello sconforto dalla maglia rapida abbandonata al secondo fix). Boulderino secco dal penultimo all'ultimo fix, appoggi per i piedi scivolosi e appigli per mano destra molto svasi. Dall'ultimo fix traversare orizzontalmente a sinistra per un metro e poi di nuovo verticalmente in sosta. 7a, 30 metri

L3 Gran tiro di continuità. Niente boulder secchi, solo dosare bene le energie. Arrampicata sempre su muro verticale a tacche. Sosta sotto un tettino. 7a, 35 metri

L4 Tiro chiave, dalla sosta traversare verso sinistra sotto il tettino. Dal secondo al terzo fix, montare a cavalcioni sullo spigolo destro formato dal diedrino (non stare dentro al diedro), c'è un verticalino duro da tenere per la mano destra per raggiungere un buco in alto da cui si può rinviare. Dal terzo fix, inizia un traverso devastante verso sinsitra, molto di piedi e poco per le mani, qualche passo in discesa. Azzerabile il traverso, partenza obbligatoria. 7c 25, metri.

L5 Risalire lungo una lama stupenda. Al termine di questa inizia una placca gialla a gocce dolorosissime per le mani, stupenda! Continuità maggiore verso la fine del tiro. 6c+ non banale 30 metri

L6 Dalla sosta, traversare verso destra e rimontare una lama obliqua. Per placca di resistenza solcata da una fessura. Passaggio stronzo un metro sopra l'ultimo fix, a prendere un verticale obliquo per la mano sinistra stringerlo ed uscire sul bordo della cornice con la mano destra. Gran tiro anche questo. 7a 20 metri (4 fix)

L7 Tiro stupendo, diedrino all'inizio e traverso verso destra alla fine. Continuità verso la fine. 7b da falesia, non impossibile. 30 metri

L8 Ultimo tiro defaticante, ma expo. Primo fix chilometrico (la partenza dalla sosta fatela a destra, non a sinistra dentro il diedrino fessura). Poi per placca a gocce e fessura/camino verso la fine. 6a 40 metri 4 fix

Discesa: dall'ultima sosta, salire dieci metri e si trova subito il sentierino verso sinistra. Seguirlo (vari cordini e corde) fino ad imboccare il sentiero che scende dal Dain. In mezz'ora siete a Sarche.

sabato 5 febbraio 2011

Valsugana, Pilastro dei Barbari - Via Paola

Uscita terzo tiro
La placca della terza lunghezza - 7a
Diedrino a gocce del primo tiro - 7a
Omaggio alla Valsugana
Sulla cengia dell'ultimo tiro, con il Loke sullo sfondo
Giornata coperta, zainone pesante e via su al Pilastro. Ormai il sentiero che da Costa va a Valgoda l'avrò consumato, ma ogni volta che torno in zona mi sento come a casa, immerso nel bosco silenzioso.
Oggi con Francesco, sulla Paola. Era da quando l'ho richiodata che non vedevo l'ora di metterci le mani, non trovando putroppo mai l'occasione giusta. Prometto a Francesco che se fa troppo freddo andiamo a fare quattro tiri a Playa Ghiron, in realtà poi il sentiero scalda già per bene...e anche le birre di ieri sera ancora in circolo.

In conclusione, trovata la giornata giusta. La via è molto bella, anche se nonostante la pulizia fatta nella richiodatura restano un po' di tratti che necessiterebbero di maggior passaggio per ripulirsi. Trovata una cordata di giovani ragazzi sulla Tovaric.

Relazione:

Attacco: conviene dal basso, se non si conosce la strada per Valgoda (molto imbucata). Sentiero 787, in un'ora all'attacco. Vi fate una bella camminata rilassante. L'ometto che faccio ogni volta per segnare l'attacco, puntualmente viene buttato giù da qualche simpaticone. Dunque a naso, vedrete che troverete la traccia giusta, subito dopo un torrente secco.

Difficoltà: molto continue sul 6c, con 1 tiro di 7a ed il primo tratto del primo tiro di 7a (azzerabile per la qualità della roccia). Qualche tratto più semplice sul 6b. Obbligatorio 6c.

Materiale: soste già tutte attrezzate per le doppie. Bastano 13 rinvii. Eventualmente per i più prudenti, un friendino piccolo per il penultimo tiro (run out dall'ultimo fix in sosta abbastanza pericoloso ma su terreno facile) non indispensabile.

L1: Dal girasole con la scritta Paola, ci si alza sul pilastrino a gocce per circa 8 metri con facilità. Prima protezione alla fine del pilastrino. Un primo tratto di roccia non proprio ottima con passaggio subito secco di dita, poi facile fino ad un grottino. Dal grottino, ci si alza stando un po' a destra della linea dei fix e del kevlar  (secondo boulder) e si continua obliquando a sinistra per diedro giallo a gocce e roccia a coralli di equilibrio. Traversare in ultima a destra in sosta appesi, 35 metri. 7a+

L2: Dalla sosta traversare un metro a destra e rimontare sopra la pancia grigia aggettante. Un buco migliorato per la mano destra, un verticale intermedio che fa tacca per la mano sinistra e si rilancia con la sinistra ad un bidito verticale per mano sinistra. Da qui, traverso delicato a destra di un metro. Poi in verticale più facilmente ma abbastanza continuo su roccia grigia lavorata a buchi e gocce. 7a 25 metri

L3: Placca fotonica gialla. In verticale per i primi tre fix facili, poi sequenza di dita su verticalino e piedi spalmati. Riposo su grosso buco. Ancora un passaggio intenso prima di arrivare allo strapiombino finale non difficile, bene ammanigliato. Roccia un po' da stare attenti all'uscita dello strapiombo. 7a, 25 m

L4: Ci si alza su roccia grigia a gocce stupende, ma un po' sporca d'erba. Dalla seconda protezione, non salire, ma traversare a destra. Per placca molto bella fino ad un diedrino giallo di roccia cotta. Difficoltà crescenti verso la fine. Arrivati allo placca grigia, occorre rimontare su di uno spigolo traversando a destra. 6c, 30 m

L5: Bellissima lama svasa iniziale lavorata a gocce. Poi diedrino tecnico e di nuovo placca grigia un po' rotta, fino al boschetto pensile (occhio all'uscita, tirare solo robe buone). 6b+ 30 m

L6: Tiro stupendo. Aiutarsi con la corda fissa e risalire l'ultima parte di boschetto. Poi tiro fantastico su placca grigia verdoniana di gran continuità. Difficoltà crescenti man mano che si sale. Occhio dall'ultima protezione in sosta, boulderino con un po' di run out per prendere un manettone con la mano destra abbastanza alto. Se si cade si sbattono i piedi in cengia, alternativamente dall'ultima protezione traversare a sinistra 2 metri e risalire un diedro più facile 6c, 30 m

L7: Dalla sosta su clessidra alzarsi con movimento molto compresso, stare a sinistra della colonna. Poi per bella placca più facile fino in sosta. Run out pericoloso dall'ultima protezione in sosta (facile), vietato cadere. Un friendino non guasta. 6b, 20 metri

L8: Dal libro di via, ultimo tiro in comune con Tovaric su roccia rossa con piattoni buoni. 6a, 15 m

Discesa: dall'uscita, per traccia di sentiero a destra seguendo sempre la traccia che sale. Si arriva al primo gruppo di case di Valgoda. Da qui, continuare per il paesino fino oltre la chiesa. Poi per sentiero 787, fino a Costa. 40 minuti.

sabato 29 gennaio 2011

Arco, Rupe Secca - Styria





Oggi con Francesco alla volta di Arco per la prima via dell'anno. Dunque via corta e non troppo dura.
Secondo me molto più bella di Passi Falsi. Roccia ottima, arrampicata elegante tecnica e continua...andate a farla. L'unico difetto è che finisce subito.

Primi due tiri fetenti a freddo (stamattina un grado, ndr), non sottovalutateli perchè potranno fregarvi. Poi un terzo tiro più facile (6a) con una splendida dulfer su lama verso la fine. I tiri restanti sono dei bei viaggioni di continuità che sapranno soddisfare anche i palati più fini. Sul tiro di 7a ho fatto un resting sul boulder, in compenso mi è venuto fuori a vista il quinto tiro di 6c+. Ma poi...chissenefrega, ci siamo divertiti! nonostante il freddo.

Relazione

Materiale: 13 rinvii e corda singola da 70 bastano e avanzano. Non conviene calarsi in doppia dalla via anche se le soste sono tutte attrezzate, in quanto costituite da fittoni a U resinati in cui è possibile inserire la corda per le doppie. Sulla guida danno S2. Secondo me è S1, con chiodatura mai troppo obbligatoria. Unica attenzione, il primo spit dei primi tre tiri è sempre abbastanza alto...non ho capito il perché.

Difficoltà: 6a, 6b, 6b+, 6c, 6c+, pochi metri di 7a. 6b obbligatorio

Attacco: alla base di una placconata grigia, sulla sinistra della parete est della Rupe Secca. C'è una linea di fixe gialli ben visibile con una scritta arancione. La via styria attacca due metri a destra, non proprio ben visibile il primo chiodo ad U in inox sulla placca in alto.

L1: si sale la rampa un po' verso destra, si prende una fessura lama e si rimonta su una placca inclinata. Alla seconda protezione si traversa a destra per tre metri (tratto più delicato), poi per spigolo aereo di roccia molto bella fino alla sosta (continuità). 6b+ abbastanza fetente, 35 metri

L2: dalla sosta traversare orizzontalmente a sx per 6 metri (su dritti si va per Emiliana). Montare sulla placca e con arrampicata tecnica su piccole gocce e buchetti si risale il muro grigio. Alcuni metri più intensi verso la fine per andare in sosta. 6b 30 metri

L3: dalla sosta risalire la placca grigia bellissima fino a trovare una lama verso la fine del tiro da prendere in dulfer. Molto bello 6a 25 metri.

L4: Tiro stupendo. Gran viaggio di resistenza. Si obliqua verso sinistra, poi su dritti fin sotto ad un tettino con una presa rovescia per la mano destra. Rimontare sopra il tettino (c'è tutto!) e seguire la placca fotonica di continuità. Tiro di gran resistenza. 30 metri 6c

L5: Traversare verso destra due metri, risalire il muretto fin sotto lo strapiombo. Un breve tratto atletico su strapiombo a prese buone. Non cedete fuori dallo strapiombo, che il tratto finale richiede ancora un po' di resistenza. 30 metri 6c+

L6: Avvistabile certamente se non si è schiappe come me. Boulderino secco dal terzo al quarto spit, su verticale per mano sinistra e buco sfuggente per la mano destra. Non obbligatorio. Tiro corto. 20 metri 7a.

L7: Bel tiro su placca con tettino. Poi di nuovo placca fino alla base dello spigolo finale. 6a, 35 metri

L8: Dalla sosta con catena e moschettone inox, seguire il filo dello spigolo con arrampicata facile (IV) fino ad uscire sulla sommità. 35 metri

Discesa: conviene per la ferrata del Colodri.

lunedì 24 gennaio 2011

Dopo tanto tempo finalmente un po' di roccia






Erano tre settimane che non mettevo mano su roccia...sabato al Lefre in compagnia di Giacomo ed Ale, un bel posto isolato per una falesia old style con vie corte ma molto interessanti. Necessita di un po' di frequentazione per spolverare un po' le prese delle placche, ma i due ragazzi hanno fatto davvero un lavoro impeccabile nel richiodarla tutta.
Lasciamo perdere la performance pietosa del sottoscritto...

Domenica già meglio nella falesia di Incino, opera segreta del Lira, che soffre di ora di molta solitudine. I tiri son belli lunghi, anche da 35 metri nel settore più basso, per un'arrampicata di resistenza su placca e qualche strapiombo. Gunter in gran spolvero dal ritorno da Positano ove ha lasciato il segno anche sui tiri più duri, per poco non portava a casa un 7c al secondo giro.