lunedì 15 giugno 2015

Arco, Parete Ghandi, Pala delle Lastiele - Via Nikotina


Primo tiro

Transatlantico

La firma dell'artista Roly, valorizzatore della parete del Transatlantico.

Difficoltà: 6a, 6b, 6c. 6b obbl.

Materiale: spittata a fix da 10 ottimamente. Eccetto L2 dove forse un fix in più non sarebbe guastato per rendere omogenea la via, eventualmente portate un friend medio piccolo, non indispensabile. Soste tutte attrezzate per eventuali doppie, sconsigliate vista la comodità del sentiero di discesa.

NOME ALLA BASE

L1: Tiro lungo una fessura obliqua che da destra va verso sinistra. A 5 metri d'altezza, tettino secco che da il grado al tiro poi per fessura obliqua molto bella più facilmente in sosta. 35 metri, 6b+

L2: Si traversa a sinistra poi verticalmente lungo un diedro grigio non difficile ma con spit un po' lunghi. 30 metri, 5c

L3: Dalla sosta si obliqua a sinistra poi in verticale fino a sotto lo scudo arancione su comoda cengia. Tiro un po' discontinuo 25 metri, 6a

L4: Dalla sosta si traversa a destra per 5 metri e si rimonta il pilastrino al termine del quale vi è un traversino di movimento verso sinistra (primo passaggino). Poi in verticale sino a trovare una fessura fisica da rimontare (secondo passaggino). 6c, 30 metri

L5: In verticale per diedrino di roccia scura un po' lichenosa. 6b, 30 metri

L6: Bellissima placca di movimento con passaggino finale, 6c forse più continuo di L4.  Concatenabile a L7

L7: Placca facile concatenabile a L6.

Discesa per il sentiero.

Consigliabile fare monotiri al Transatlantico dato che si passa sotto, sono tutti molto belli.

lunedì 9 marzo 2015

Arco, Colodri - L'Incompiuta

Per la seconda via di stagione, la scelta ricade su questa bellissima via sulla parete del Colodri. Questo itinerario è caratterizzato da una sequenza di diedri fessurati molto belli da proteggere quasi esclusivamente a friends. Non mancano nei primi e negli ultimi tiri le placche, una via dunque completa e destinata a diventare una bella classica della parete, se già non lo è!
Consigliatissima!
Parete del Colodri, al centro in alto il bellissimo diedro di L6 / 7 / 8

Parte Paride su L1

L6, forse la lunghezza più bella ed impegnativa
L6, Johnny in azione

L7, lama poi fessura in comune con Katia Monte e gran finale in fessura grigia.

L8 bellissimo diedro

L8 Johnny in azione

 
Selfie di vetta da sx verso dx (il sottoscritto, Fede, Paride, Johnny)

Materiale: Soste sempre a fix anelli da 10 (talvolta su uno solo e non due). La chiodatura seppur non abbondante è fatta a regola d’arte con chiodoni rinforzati con zeppe di legno (Rabanser) e qualche cordone già passato in clessidra. Laddove non vi sono chiodi, è sempre possibile proteggersi a friend principalmente medi. Portare una serie di friend completa raddoppiando le misure medie (verde, giallo, rosso BD). Anche gli stopper possono risultare utili dal momento che alcune fessure sono a V. 10 rinvii. Forse R4 della nuova guida forse è eccessivo, darei più R2 vista la possibilità di integrare sempre bene la chiodatura presente con protezioni veloci.

Difficoltà: Sull’A0 del primo tiro siamo passati in libera con difficoltà di VII+ (6b+). Mentre sul secondo tiro abbiamo azzerato sul chiodo a pressione, ci è sembrato liberabile stando un pochino a sinistra rispetto alla linea del chiodo a pressione. Il resto VI+ continuo con un passaggio di VII all’inizio di L3.


L1 Si rimonta la facile placca grigia fessurata dove vi è scritta azzurra (Rabanser, Grill, Kluckner, Heiss), in corrispondenza del primo chiodo a circa 7 metri d’altezza si traversa a sinistra (VI), si risale una rampetta (chiodo) e poi un diedrino grigio (chiodo poco visibile sulla placca bianca a destra) fino sotto ad un strapiombino a prese rovesce con cordone (VII+). Dal cordone si traversa a destra tre metri (chiodo), e poi in obliquo verso dx (stare bassi) lungo un diedro/rampa (VI) fino ad un fix con anello. Non sostare qui, ma proseguire lungo il diedrino (chiodo) per poi rimontare una lama (VI) che esce a sinistra e conduce ad un terrazzino dove si sosta su due fix di cui uno con anello. 40 metri

L2 Si traversa un paio di metri a sinistra e si rimonta con difficoltà uno spigoletto con chiodo difficile da rinviare (VI+). Dal chiodo, si prosegue in A0 per placchetta con chiodo a pressione (possibilità di salire in libera stando leggermente a sinistra). Poi per facili rocce fino alla base dell’evidente diedro giallo, sosta su un fix ad anello soltanto. 30 metri  

L3 Si sale fino alla lama rovescia e si traversa a sinistra un metro a rinviare un cordone su clessidra. Da qui si traversa ancora a sinistra un metro ad intercettare un’altra lama (VII) che si risale fino ad entrare nel diedro giallo fessurato (chiodo) che si segue fino in sosta (VI+) su fix. 30 metri

L4 Ancora lungo un diedro giallo fessurato che accetta friends medi (VI) fino ad un blocco instabile (!) che si supera in spaccata (VI+). Usciti dal diedro, si traversa a destra sul pianerottolo un paio di metri (roccia un po’ instabile) dove si incontra una sosta su due chiodi alla base di un diedrino fessurato. Oltrepassare la sosta, salire lungo il diedro in comune con Katia Monte (V+), cordino su masso incastrato ed uscire sul boschetto sommitale dove c’è una pianta con cordone dove si sosta. 40 metri

L5 tiro di trasferimento nel bosco in traverso a destra fino alla base del diedro, 15 metri. Elementare

L6 Si è ora alla base del grande diedro ben visibile a sinistra del pilastro Zanzara. Salire lungo il diedro grigio fessurato per 30 metri. Due chiodi nel finale e un cordone abbastanza marcio in clessidra. Dopo il cordone con clessidra, obliquare un po’ a sinistra per arrivare in sosta su un fix anello e un cordone. VI+ continuo

L7 Si sale lungo la fessura in comune con Katia Monte (un chiodo cementato, un fix e un chiodo normale), per poi staccarsi a sinistra lungo una fessura grigia da proteggere a friend (VI+). 25 metri, sosta su fix con anello

L8 Ancora lungo un diedro fessurato giallo da proteggere a friend, verso gli ultimi metri in corrispondenza di un alberello si traversa un paio di metri a sinistra alla base di una placca grigia dove si sosta su fix con anello (VI+). 25 metri

L9 In verticale sopra la sosta, (chiodo poco visibile a circa 3 metri sulla verticale della sosta). Passo tecnico non banale per rimontare sulla successiva placca servita da un chiodo situato un po’ a sinistra con cordone (VI+), da qui in obliquo verso destra per fessura fino in sosta su un fix anello (VI). 30 metri   

L10 Seguire la lama obliqua verso sinistra che conduce ad un diedro grigio che si risale (V+). Al termine traverso a sinistra sui rotti, attenzione!, fino a terrazzino di sosta su di un fix. 30 metri

L11 Dalla sosta si traversa a sinistra 4 metri su di un pulpito da cui parte una fessura, chiodi visibili. Risalire la fessura obliquando al termine verso destra (VI) fino ad uscire sulle rocce sommitali, clessidra di sosta. 25 metri



lunedì 2 marzo 2015

Arco, Mandrea - Fiore di Corallo

In sosta a L2
La volta di L3

Mani da fessura


Bella via storica di Arco su roccia da buona a ottima. 

Materiale: 13 rinvii + serie completa di friends (misure medie meglio se doppie), fettucce. Le soste della via sono tutte a prova di bomba, maggiormente su due fix da 10, una su ottimi chiodi, una su pianta e una su ottime clessidrone.  


L1 Salire arrampicandosi sull’albero in comune con la partenza di Soleado fino a primo chiodo con fettuccia, da qui traversare a destra seguendo i chiodi su placca fino a raggiungere il fondo del diedro (VI+). Risalire tutto il diedro fessurato (VI), buone possibilità di proteggersi a friend medi e piccoli fino in sosta su terrazzino. 45 metri, sosta su due fix.

L2 Risalire la fessura svasata e un po’ unta sopra la sosta (VII), nut incastrato a 1 metro dalla sosta, ottima possibilità di proteggersi con friend rosso. Più facile se si sta sulla placca a destra con buone tacche per le mani. Risalire poi per una serie di lame e fessure ben proteggibili fino in sosta su due fix (VI+). 30 metri

L3 Verticalmente per fessura atletica con passaggio singolo più intenso e strapiombante in corrispondenza di un cordino consumato (VI+), superato il quale con più facilità si raggiunge la base della volta fessurata. Da qui si risale per ostico pilastrino verticale fino all’inizio del diedro rovescio servito da fessura dove si trova un primo cuneo di legno in buono stato. Proseguire con piedi un po’ in spalmo su roccia non propriamente abrasiva ma con buona fessura per le mani fino ad un secondo cuneo in pessimo stato ricoperto di guano di uccello, eventualmente possibile integrare con friend medio grandi (VII+). Alla fine del diedro, per fessura più facilmente(VI+)  in sosta su due fix. 30 metri

L4 Risalire il diedro sovrastato dal grande tetto per 5 metri. In corrispondenza del tetto, traversare lungamente e orizzontalmente a sinistra per una quindicina di metri (VI+/VII-) con piccoli appoggi, chiodi ogni 3 metri. In corrispondenza di un chiodo bong risalire verticalmente per fessura (VI+) sino in sosta su due fix.

L5 – L6 unibili con un tiro da 58 metri.
Un primo fix a mezzo metro sopra la sosta verso destra che però non protegge il passaggio iniziale in placca (VI+). Poi più facilmente per fessura fino a una rampa inclinata che conduce sotto l’evidente diedro bianco (V), dove c’è una eventuale sosta su un fix e un chiodo. Si può saltarla e continuare per tutta la lunghezza del diedro, che da appoggiato si fa più verticale fino ad un passaggio singolo più impegnativo (VII) servito da chiodo. Sosta al termine del diedro su due fix. 58 metri

L7
Traversare un metro a destra e poi in verticale per diedrino seguendo i chiodi (VIII/+ - o eventualmente A0) poi fessura che aggira un naso alla sua sinistra, fino ad una grossa lama fisica a destra (chiodo nascosto all’interno) (VII+) poi per diedro a canne in sosta a destra su due grosse clessidre. 30 metri

L8 Dalla sosta in massima esposizione si azzera su un cordino blu penzolate sul tetto (A0) eventualmente rinforzando le protezioni con un friend giallo in fessura. Superato il tettino per diedro verticalmente (VI+) e poi con più facilità ma su roccia delicata fino a sosta su grossa pianta. 30 metri – se si vuole evitare il tetto in A0 ci sarebbe una variante che dalla sosta traversa a destra e poi sale verticalmente con difficoltà dichiarate di VI+ (non seguita).

L9 Dalla sosta, in lungo traverso obliquo verso sinistra  (chiodi) (VI) fino ad un diedrino verticale con roccia a coralli più facile ma senza chiodi (eventuale piantina a destra per fettuccia da allungare) per poi traversare verso sinistra sotto i tetti fino alla sosta su due buoni chiodi dentro un diedrino. 45 metri

L10 Dalla sosta si supera lo spigoletto a sinistra e poi verticalmente fino a boschetto pensile 15 metri (IV+) sosta su due fix di Soleado.

L11 Dalla sosta in obliquo verso destra seguendo i due fix di Soleado fino al bosco sommitale con rete. 15 metri (IV+)




lunedì 3 novembre 2014

Arco, Colodri - Brunello Sommadossi

Dopo aver percorso le vie sportive (Segantini, Guru Bassi e Zanzara) ed aver in qualche modo esaurito la scelta, abbiamo optato per una classica, bella e divertente via caratterizzata da diedri fessurati ed un tiro in placca fessurata (chiave).
Le difficoltà sono sempre contenute e la chiodatura completa alle soste e anche lungo i tiri, eventualmente utile qualche friends se non si vuole avere troppa aria tra una protezione e l'altra.
La via è costituita da una serie di diedri fessurati, avviso a tutti gli amanti del genere che saranno ben contenti di farsi un approfondimento sul tema.
Personalmente ritengo che l'usura della roccia non sia una nota particolarmente dolente in questa via, come si può leggere su alcuni commenti in rete, nel senso che oramai, abituati a scalare nelle falesie di casa dove l'unto è la prassi, non si percepisce più l'unto come un ostacolo alla ripetizione o un qualcosa di troppo fastidioso. C'è sicuramente di peggio in giro!

Se avete poco tempo a disposizione è la via adatta dal momento che molti tiri sono concatenabili e l'avvicinamento è pressoché nullo! 


Alba a Riva del Garda
Il Colodri all'alba


L'estrema unzione: ovvero L1

Pilastrino staccato di L2

L2 quasi in sosta
Pilastrino staccato L2
Il bel diedro di L4


La fessurina del tiro chiave. Molto bella.
Rocca di Arco sullo sfondo
Tirone unico fino a sotto il tetto. 55 metri di fessura

Diedro

L1:
salire il diedrino grigio (scritta rossa alla base e targa commemorativa) e poi obliquare a sinistra, primo chiodo posto a una decina di metri d'altezza. Si segue la larga fessura, passo chiave un metro sopra il resinato che si incontra a prendere una fessurina che solca la placca di sinistra con piedi in spalmo, poi più facilmente si oltrepassa una sosta intermedia (stare sulla placca a sinistra) e sostare al termine della rampa su pianta.50 metri, V°, V°+. Su questo tiro non serve integrare e il passaggino chiave è protetto bene, seppur non azzerabile.

L2:
seguire il pilastro staccato, con passaggio iniziale atletico su fessura protetto da uno spit, poi sulla placca appoggiata del pilastro sino al suo termine e sostare sopra al grosso masso appoggiato in cima al pilastro. 25 metri V°+ tiro unibile a quello successivo senza particolari attriti

L3:
tiro corto. Fessura bianca buona, passaggio chiave al termine della fessura in traverso a destra, fino al boschetto pensile. sosta su pianta 15 Metri VI°, IV° tiro unibile al precedente

L4:
spostarsi un po' a destra fino alla base del diedro. Seguire la fessura più larga sulla sinistra tralasciando l'invitante diedro fessurato a destra sino un grosso masso incastrato dove si sosta. 20 metri IV°, V° tiro eventualmente unibile al successivo

L5:
seguire ancora la fessura larga alcuni metri poi abbandonarla e traversare 2-3 metri a sinistra raggiungendo una fessurina su roccia bianca. Seguire questa fessura sino al suo termine poi alzarsi ancora un po' sino a quando è possibile traversare verso sinistra senza difficoltà raggiungendo una terrazza con piante dove si sosta. 
tiro unibile al precedente. Chiodatura da falesia 
40 metri V°, VI°+, VII° oppure A0

L6:
si risale il diedro in verticale sopra la pianta formato da un pilastrino, si vedono i due fix all'interno del diedro, lo si risale ed al suo termine si continua in obliquo verso destra su facile rampa sino al boschetto pensile con pianta dove si sosta 25 metri, V°+, IV°

L7:
bellissimo tiro, seguire il diedro fessurato giallo inizialmente in verticale (fix), poi si obliqua a destra ed in fine ancora in verticale sino un piccolo ripiano dove si sosta. 35 metri, V°+, V°. tiro unibile al successivo.

L8:
seguire il diedro fessurato leggermente strapiombante sino al suo termine e sostare su pianta. 15 metri, V°+, VI°+. tiro unibile al precedente. Per chi volesse rendere un po' più continua la salita, dalla sosta si può salire a destra lungo il tiro di 6c di Guru Bassi.

L9:
portarsi alla base del successivo diedro fessurato giallo. Salirlo seguendo poi la fessura che obliqua un po' a sinistra sino alla sosta. 25 metri, IV°, V°+, IV°. Tiro unibile al successivo

L10:
seguire sempre il diedro puntando all'evidente tetto sotto il quale si sosta. 35 metri, IV°, IV°+, IV° Tiro unibile al precedente.

L11:
traversare verso destra sotto il tetto fessurato (fix). Al suo termine traversare ancora verso destra e poi verticalmente per diedro fino al bosco sommitale, sosta su pianta. 
20 Mt., V°+, VI°, V°+

Dalla sosta andare a sinistra e si raggiunge croce di vetta del Colodri, da qui si scende per la ferrata del Colodri. 




lunedì 29 settembre 2014

Campanile di Val Montanaia - Via Normale

Un bel sabato autunnale di sole trascorso assieme ad amici, che ben volentieri ho accompagnato in cima a questa bellissima guglia simbolo delle dolomiti friulane.
Bravissimi Lara e Paolo alla loro prima esperienza su di una cima dolomitica.

Sulla via non c'è granché da dire (ci sono moltissime relazioni in rete), se non che è una facile e bella ascesa, molto frequentata nei fine settimana. E' stata penso la mia prima o seconda via in montagna (son passati 6 anni forse), per cui mi sento di consigliarla a chi volesse approcciare una via in ambiente per iniziare.
Paolo sul primo tiro

Selfie

Lara sulla cengia del quarto tiro

Lara sul traverso dopo la fessura Cozzi

Paolo sul ballatoio

Cima!

Calata aerea

Il custode della Val Montanaia all'imbrunire




martedì 26 agosto 2014

Parete di Limarò - La Caduta degli Dei

Bellissima via sportiva caratterizzata da una arrampicata continua su muri verticali di ottima roccia. Dodici lunghezze di corda entusiasmanti, o se preferite dodici monotiri di falesia impilati uno sopra l'altro, uno più bello dell'altro. Assolutamente una via da ripetere: a me è piaciuta di più rispetto alla Segantini e a Zanzara, anche perché la roccia è veramente poco usurata.
Per divertirsi, la via richiede una buona padronanza del grado 7a presentando un obbligatorio simile a quello richiesto per Zanzara (6c+?), non 7b come riportato nella guida Filippi.
Il tiro che impegna di più a mio avviso è il primo, che da freddi costituisce un bel filtro. Sono stato contento di averla fatta perché è veramente una via bellissima che si lascia sempre scalare e dove non vi è un solo tiro che non meriti. Eccetto il 7a+ del primo tiro ed il tiro di 7c, il resto della via fatto in libera.
Tempo impiegato 6 ore.

Materiale: la via non è S3, ma S1/2. Chiodata ottimamente a fix da 10 piastrine Kong grigie. Il primo tiro è chiodato leggermente più lungo rispetto al resto della via. Servono 14 rinvii e due mezze da 60. I tiri sono sempre abbastanza lunghi almeno 30 metri. Friends non sono assolutamente necessari - anzi sarebbero solo un'ostacolo alla libera dato il peso. Una discesa in doppia dopo la cengia mediana può risultare abbastanza problematica dal momento che la parete strapiomba e le soste non sono attrezzate per una eventuale calata (occorre abbandonare materiale). 
Nota: mentre le soste della prima parte della via sono ottime e servite da catena, le soste della seconda parte della via sono solamente attrezzate con due piastrine artigianali con foro abbastanza piccolo, dove una ghiera difficilmente entra: portate moschettoni sciolti. Sarebbe opportuno sostituire le piastrine con delle nuove piastrine preparate con almeno un anello per la calata. In genere le soste sono comode nella parte bassa, mentre appese nella parte alta. Sconsigliata perciò la ripetizione a cordate da 3. 

Attacco: si attacca la placca grigia una 20ina di metri a sinistra del Diedro Maestri. Primi due fix grigi della Kong ben visibili. Per superare il Limarò non ci si bagna, si fa un traverso a filo d'acqua su una corda poi si attraversa il torrente stando su dei tiranti.
Il tossico primo tiro, un bel filtro da freddi
Roccia fantastica



Placche grigie


Il Gian sulle placche della parte bassa

Il Gian sul bellissimo tiro chiave, 7c con lo zaino e per poco a vista!
Verticalità e roccia da favola, figata!

Aspettando in sosta si fa un piccolo cuoricino

Il muro di 7a+ della nona lunghezza


L1: Si risale la placca grigia verticalmente fin sotto ad un tettino grigio da superare a sinistra. Poi in obliquo verso destra per muro grigio leggermente strapiombante fino ad un cordone nero. Qui c'è un passaggio molto secco (A0 per me) di dita e pochi appoggi per i piedi. Dal cordone, si obliqua leggermente a sinistra fino a delle buone prese che consentono di arrivare alla sosta posta poco più a destra. 7a+. Se lo fate a vista potete stare tranquilli per tutta la via. 

L2: Verticalmente per muro grigio a buone prese, poi su per placca di magnifica roccia bianca a tacche fino ad un diedrino poco più su con passaggio singolo di equilibrio. 6c

L3: Muro di roccia bianco/giallastra inizialmente buona ma da tastare quello che si tira. Poi passaggio su pancetta strapiombante lavorata a gocce e tacche e in obliquo verso sinistra alla sosta. 6c+ - continuità nella parte finale.

L4: Partenza un po' da capire dalla sosta al primo fix, poi scalata su placche grigie verticali molto belle. In finale traversare verso destra su roccia su roccia un po' instabile fino alla sosta. 6a+

L5: Diedro verticale a buone prese. Al termine del diedrino si traversa a destra un metro e poi ancora verticalmente per placca obliquando verso destra. Saltare la sosta che si trova in placca e proseguire fino alla cengia diagonale discendente. Fare sosta in cengia alla base del muro rosso del successivo tiro di 7c. 6b+

L6: Fantastica lunghezza su roccia rossa inizialmente con buone tacche fino ad una buona fessura orizzontale per le mani che costituisce un buon riposo per il successivo e primo boulder del tiro (cordone nel fix). Dalla fessura orizzontale ci si alza su muretto bianco verticale con pinzata verticale per la mano destra. Da qui sezione di tre fix in gran continuità su muro verticale con andamento obliquo verso destra. In corrispondenza del secondo cordone c'è un rinviaggio scomodo. Una volta rinviato il cordone con minori difficoltà si arriva in sosta. 7c (con passaggi in A0 per me, Gian lo stava avvistando se non fosse per un solo rest poco prima della sosta). Tiro di continuità nella parte finale.

L7 Dalla sosta, leggermente a destra e poi in verticale per stupendo diedro rosso su roccia molto abrasiva a tacche e gocce fino alla base di un muro di roccia marrone dove si sosta. 6c. Continuità

L8 Muro verticale su roccia marrone lavorata a tacche e buone prese fino alla base della volta fessurata sotto un tettino, occhio ad un sasso instabile dentro la fessura (da disgaggiare). Si supera il tetto con una bella dulferata fisica ma bene ammanigliata. Poi più facilmente in sosta in obliquo verso sinistra. 7a - singolo sul tetto

L9 Dalla sosta traversare un metro a sinistra e superare il bellissimo muro bianco verticale a tacche. Poi per placche grigie fin sotto ad un tettino, dove si traversa leggermente a destra (passaggio singolo più intenso) per poi continuare verticalmente su placca grigia fino alla sosta. 7a+ - muro iniziale e singolo su tettino grigio

L10 Tiro verticale con roccia articolata. 6b+

L11 Lama un po' instabile e poi muro giallo verticale fino ad un diedrino, qui non salire per l'invitante fessura verticalmente ma stare sulla placca a destra del diedro e spallare una bella tacca obliqua per la mano sinistra ed allungarsi a prendere la presa buona per la mano destra. 6c+ 

L12 Tiro su una colata spettacolare di calcare. Prima muro verticale a tacche fino ad una buona presa grigia per la mano sinistra. Da qui in obliquo verso destra fin sotto un muretto, che si affronta stando un po' a destra ed andando a cercare delle buone tacche in alto. Da qui, con arrampicata su roccia articolata in sosta,  che si salta, e si supera l'ultimo passaggio prima di entrare nel bosco sommitale servito da una fettuccia. 6c+.

Discesa: una volta in cima per facile ed evidente traccia fino al sentiero che scendendo dal Dain porta a Sarche. 

lunedì 21 luglio 2014

Muro orientale del Pissadu - Seppellite il mio cuore a Wounded Knee

Via interessante e di recente apertura (2012) che si svolge sulla estremità orientale del Mur del Pissadu, dove comincia la Val de Mesdì. L'esposizione ad est garantisce sole la mattina e ombra dal primo pomeriggio. La roccia non è ancora ripulita del tutto, nonostante ciò vi sono almeno tre tiri meritevoli nella via (L3, L6 e L7).
Per difficoltà tecniche può essere paragonata a Spitagoras, ma la chiodatura in Wounded Knee è più ravvicinata e rilassante.
La relazione utilizzata è tratta dal sito: http://www.montialpago.it/page/knee01.htm
Se volete completare la giornata con un bel giro, consiglio la discesa per la ferrata Tridentina che non avevo mai fatto. Una bellissima ferrata in una gola molto panoramica. Alternativamente, si può scendere per la Val Setus o la Val de Mesdì (possibile presenza di neve anche a stagione inoltrata).
Il nome della via fa riferimento al massacro avvenuto nel 1890 ai danni del popolo Sioux da parte dei soldati americani, un eccidio di oltre 300 vittime. http://it.wikipedia.org/wiki/Massacro_di_Wounded_Knee

Accesso: si parcheggia al parcheggio della ferrata Tridentina. Si fa il primo pezzo di ferrata o alternativamente il sentiero per la Val Setus per poi traversare a sinistra seguendo sentiero 29 per la Val de Mezdì. Quando si è sotto la parete si abbandona il sentiero e si risale per pendio erboso fino alla base del canalone d'attacco, possibile presenza di nevaio. Risalire il canalone fino alla base del primo tiro dove vi è anche una sosta per chi vuole legarsi.

Materiale: 12 rinvii lunghi + qualche cordino. Friends e nuts non sono necessari. Nei tiri sfalsare sempre le corde e utilizzare rinvii lunghi per evitare forti attriti (i tiri sono lunghi e obliquano). Chiodatura molto buona a fix da 10 gialli della Fixe, si vede sempre (o quasi) la protezione successiva.

Difficoltà: prevalentemente V e VI con un passaggio di VI+.  Per la ripetizione contare 4/5 ore
Il bellissimo Mur del Pissadu

Verso la Val de Mesdì, lungo sentiero 29

Primi tiri su placche

L6, placca nera

L7, arrivo in sosta


Prato sommitale

Contemplando la bellezza dell'alta Val Badia

Discesa

La bella ferrata Tridentina
Cascata del Rio Pisciadù a quota 2075 metri



L1 salire in verticale per placca grigia da subito verticale (V) visibili primi due fix. Poi più facile verso sinistra superando lo spigolo, chiodo con cordino azzurro, e ancora in verticale per rocce più facili e un po' rotte. IV 40 metri
L2 dalla sosta obliquare a dx oltrepassando lo spigolo poi per placche nere leggermente appoggiate in sosta. V 50 metri
L3 verticalmente per placca grigia molto bella. Difficoltà crescenti nell'ultimo tratto in obliquo verso sinistra, su buone tacche. Sfalsare le corde per evitare attriti 50 metri VI
L4 facilmente su roccia a tratti instabile in obliquo vs destra. IV 50 metri
L5 dalla sosta leggermente vs destra poi in verticale per placca grigia molto bella, poi a un po' a destra per placca articolata con roccia non ancora del tutto ripulita fino alla comoda sosta. 50 metri V+
L6 andare a sinistra, poi risalire pilastrino e verticalmente per placca con passaggio più intenso in obliquo verso destra prima di arrivare alla sosta. VI+ 35 metri
L7 placca poi diedrino al termine del quale si esce a sinistra (cordone su clessidra) poi in obliquo vs sinistra a sostare alla base di un camino. 45 metri VI-
L8 facile camino poi balze verso destra facili alla sosta IV 35 metri
L9 verticalmente su placca nera e poi roccette fino alla sosta su clessidra e singolo fix. 55 metri IV
L10 dalla sosta, scendere a sinistra del gendarme traversare e oltrepassare la gola in spaccata, da qui traversando a sinistra e poi verticalmente per paretina si fuoriesce sul prato sommitale sosta su sasso con due fix III/IV 50 metri